In breve: la schiena fa male spesso non perché è “rotta”, ma perché i muscoli che la sostengono sono deboli o poco coordinati. Rinforzare il core e la catena posteriore, migliorare la postura e imparare a muoverti bene riduce le tensioni e protegge la colonna nel tempo. È un lavoro che faccio quotidianamente con chi viene da me a Parma, e parte sempre dalla persona, non da una scheda standard.
La colonna lavora da sola o ha bisogno dei muscoli?
Non lavora sola. La colonna è sostenuta da un sistema di muscoli, il core, i paravertebrali, il diaframma, gli addominali profondi, il pavimento pelvico, che insieme la stabilizzano e distribuiscono i carichi. Quando questi muscoli sono deboli o non si attivano nel momento giusto, la colonna si trova a reggere da sola sollecitazioni per cui non è fatta. Da lì arrivano molte lombalgie.
Da dove arriva davvero il mal di schiena?
Nella mia esperienza le cause si sommano: troppe ore seduti con la schiena curva, poca attività e quindi muscoli che si spengono, movimenti fatti male quando si solleva un peso, e a volte stress che tiene i muscoli in tensione continua. C’entrano anche il peso corporeo e, con l’età, la naturale perdita di elasticità dei tessuti. La cosa importante è che gran parte di questi fattori si può migliorare con l’allenamento giusto.
Perché la forza protegge invece di “consumare”?
C’è ancora chi pensa che con la schiena delicata sia meglio non caricare. È il contrario, se il lavoro è ben fatto. Muscoli forti e reattivi assorbono i carichi al posto della colonna, migliorano la postura e rendono i gesti quotidiani, alzarsi, sollevare, piegarsi, più sicuri. La chiave non è il peso in sé, ma la qualità del movimento e una progressione costruita su di te.
Come imposto il lavoro sulla colonna?
Quando lavoro con una persona con mal di schiena, di solito intreccio quattro livelli:
- Stabilità del core, con esercizi come plank, dead bug e anti-rotazioni, per insegnare al tronco a tenere.
- Rinforzo della catena posteriore, per dare sostegno reale alla schiena.
- Controllo e propriocezione, perché un movimento controllato vale più di un movimento solo forte.
- Mobilità e rilascio, per sciogliere le zone rigide e respirare meglio nel movimento.
Tutto progressivo, niente esercizi “da rivista”. In quindici anni e con una formazione da preparatore atletico e personal trainer FIPE, ho imparato a costruire percorsi su misura. Se c’è una diagnosi, un’ernia o una protrusione documentata, imposto il lavoro insieme ai professionisti sanitari che ti seguono: io alleno, non faccio diagnosi.
Cosa puoi iniziare a fare oggi?
Spezza le ore da seduto, alzati ogni tanto e cammina qualche minuto. Dedica due minuti al giorno a far muovere la colonna in tutte le direzioni, con calma. E quando sollevi qualcosa da terra, piega le gambe e tieni il peso vicino al corpo. Sono accorgimenti semplici, ma fanno la differenza prima ancora di iniziare un percorso strutturato. Se i tuoi fastidi sono soprattutto articolari, leggi anche come affronto i dolori articolari.
Domande frequenti
Se ho un’ernia posso allenarmi? Spesso sì, con un programma adatto e in accordo con chi ti segue dal punto di vista sanitario. L’allenamento mirato è uno strumento, non un rischio, se costruito bene.
Meglio riposo o movimento quando la schiena fa male? Il riposo prolungato di solito peggiora. Un movimento dosato e controllato aiuta di più, ma va calibrato sulla fase in cui sei.
Servono attrezzi o pesi pesanti? No. Si parte spesso dal corpo libero e da carichi leggeri, aumentando solo quando il movimento è pulito.
Lavori a Parma o online? Entrambi. In presenza a Parma ed Emilia Romagna, oppure online con programma su misura e follow-up.
Vuoi una schiena che ti sostiene?
Se il mal di schiena ti limita e vuoi smettere di conviverci, prenota la call di presentazione gratuita. Capiamo insieme la tua situazione e ti dico come imposterei il lavoro. Chi si allena con me lo racconta nelle recensioni a 5 stelle su Google.
